
All’inizio del mese di settembre CISL FP, unitamente a FP CGIL e UIL FP, ha inviato una lettera ai Presidenti delle Commissioni riunite V Bilancio e VIII Ambiente e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati per chiedere di essere audite nell’esame del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, il cosiddetto Decreto PA 2026.
Al centro di tale richiesta due punti principali: la Sanità privata accreditata e le RSA e la riqualificazione del personale dei servizi educativi degli enti locali.
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Stiamo parlando di qualcosa come 300 mila lavoratrici, lavoratori e professionisti che continuano a garantire servizi essenziali con contratti scaduti da 8 anni nella sanità privata e da 14 anni nelle Rsa e Case di Riposo. Una condizione ormai insostenibile, che impoverisce il lavoro e rende sempre più difficile attrarre e trattenere professionalità fondamentali per la tenuta dell’intero sistema sanitario. Da qui la richiesta CISL FP di audizione per un confronto con i Gruppi parlamentari su accreditamento, utilizzo delle risorse pubbliche, qualità del lavoro e rispetto della contrattazione collettiva. La conversione del Decreto PA rappresenta il primo veicolo normativo utile per dare finalmente una risposta anche sulla Sanità Privata accreditata e sulle RSA.
A partire dalla necessità di ricomporre l’ingiusta esclusione delle lavoratrici e dei lavoratori del sociosanitario dalla tutela salariale automatica prevista dal Decreto Lavoro dopo nove mesi di vacanza contrattuale. Una disparità che deve trovare una giusta soluzione già nell’iter di conversione del Decreto PA.
Non può esistere un sistema largamente sostenuto da risorse pubbliche e dai regimi di accreditamento nel quale il rinnovo dei contratti sia sistematicamente rinviato e il costo degli equilibri economici tra istituzioni e soggetti privati venga scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori. Scelta ancora più grave che non si riesca a garantire una corrispondenza tra risorse pubbliche, qualità dei servizi e rispetto della contrattazione collettiva. Non è accettabile che, mentre restano fermi salari e contratti, i dati economici del settore descrivano invece una crescita di ricavi e finanziamenti per i principali gruppi e per i gestori delle strutture dedicate all’anzianità e alla non autosufficienza.
Come CISL FP, da qui sino alla prossima legge di bilancio, continueremo quindi a incalzare Governo, Parlamento, Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni. Se i bisogni di centinaia di migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti continueranno a rimanere senza risposta, la mobilitazione proseguirà e assumerà tutte le forme che riterremo necessarie. Su questa vertenza non ci sarà alcun arretramento.

Personale educativo e scolastico: serve il corretto inquadramento professionale
La CISL FP porta ancora una volta in Parlamento una delle rivendicazioni più importanti per il personale educativo e scolastico degli Enti Locali: superare definitivamente la disparità di inquadramento che continua a interessare lavoratrici e lavoratori che svolgono le stesse funzioni, con le stesse responsabilità, ma sono collocati in aree contrattuali differenti. Educatrici, educatori, insegnanti e personale scolastico degli enti locali svolgono una funzione essenziale per le comunità, per le famiglie e per il diritto all’educazione dei bambini.
L’emendamento prevede che il personale iscritto nelle graduatorie del personale scolastico ed educativo gestite direttamente dai Comuni sia immesso in servizio, a tempo determinato e indeterminato, esclusivamente nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione e che il personale già in servizio nei Comuni e attualmente inquadrato nei profili educativo e scolastico dell’Area degli Istruttori sia automaticamente reinquadrato nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, mantenendo il trattamento economico eventualmente già in godimento qualora superiore.
Per sostenere economicamente questo passaggio, la CISL FP propone l’istituzione di uno specifico fondo perequativo presso il Ministero dell’Interno, destinato a coprire gli oneri derivanti dal reinquadramento. Non è accettabile che il riconoscimento professionale del personale educativo e scolastico dipenda dalla diversa capacità finanziaria dei singoli enti locali o dalla discrezionalità delle amministrazioni. Per questo l’emendamento propone un meccanismo automatico di reinquadramento nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, sostenuto da risorse statali.
L’iniziativa parlamentare della CISL FP non nasce oggi e non rappresenta un intervento isolato. Un impegno assunto con le lavoratrici e i lavoratori attraverso il nuovo CCNL Funzioni Locali e intendiamo rispettarlo fino in fondo: non è più sostenibile che professionisti chiamati a svolgere le medesime attività, con le stesse responsabilità e all’interno degli stessi servizi, possano essere collocati in aree contrattuali differenti. Questa richiesta di reinquadramento sarà portata avanti in ogni sede contrattuale, istituzionale e parlamentare e in ogni veicolo legislativo utile.